Il Direttore Artistico

Prof. Francesco Gallo Mazzeo

Direttore Artistico di Mega Galmata, critico e storico dell’arte, docente di Linguistica dei Codici Inventivi al Pantheon Institute of Design & Technology

Nato a Palazzolo Acreide, vive e lavora tra Roma, Napoli e Palermo. Noto per i suoi studi sui codici della complessità poetica e sui linguaggi inventivi della modernità, Francesco è una delle voci più autorevoli e prolifiche della critica storica dell’arte italiana, La sua ricerca ha attraversato con rara ampiezza i campi delle arti visive, della comunicazione, dell’architettura, del design e della moda, restituendo un pensiero critico capace di leggere insieme epoche, discipline e linguaggi diversi.

Autore di numerose monografie storiche e di raccolte critiche e teoriche, ha esplorato in profondità il Futurismo e l’Aeropittura, il Novecento italiano e le figure che lo hanno attraversato, da Sironi a Martini, da Oppi a De Pisis, fino a Fausto Pirandello. Ha dedicato studi alla pittura di Renato Guttuso, Remo Brindisi, Paolo Baratella e Achille Pace, alla scultura di Giuseppe Mazzullo, Mario Bertozzi, Augusto Perez e Carmelo Cappello, e alla fotografia di Giuseppe Leone, Melo Minnella, Maria Mulas, Carla Cerati e Ferdinando Scianna. Ha inoltre redatto testi su protagonisti italiani e internazionali come Francis Bacon, Emilio Vedova, Giulio Turcato, Nick Spatari, Franco Sarnari, Alessandro Mendini, Urano Palma e Toti Scialoja, oltre a firmare monografie su Picasso, Andy Warhol e Mimmo Rotella, componendo un corpus critico che spazia dalle avanguardie storiche fino all’arte più contemporanea.

Tra i suoi saggi e le sue raccolte teoriche si ricordano “Invenit et Sculpsit” e “Genio Diffuso”, “Le forme dell’immaginario”, “Metafora e struttura del fantastico”, “Artes”, “Incanto”, “Lucida Follia” e “Idola”, accanto a scritti più propriamente teorici come “Tra etica ed estetica” e “Querelle Moda”, e a testi estetico-poetici come “Donna Franca Florio”. Non meno rilevante la sua riflessione sull’architettura e sull’urbanistica, condensata in volumi come “Arte grande grande città” e “Lo stile del novecento”, così come i saggi “Idea. Essere.Storia”, “Retorica. Conversazioni sull’arte Contemporanea”, “Commentari”, “Ubi Ibi. Architettura tra disciplina, interdisciplina e indisciplina” e “Lezioni palermitane: lessico d’arte”.

Il suo lavoro editoriale si è intrecciato costantemente con l’attività di studioso: ha pubblicato con Mondadori, Electa, Skira, Sellerio, Marsilio, Fabbri, Sciascia, Charta, Bompiani, Prearo, Lindau, Mazzotta e Joyce & C., ha fondato e diretto le riviste “Demetra” ed “Eclettica”, ed è stato per oltre un decennio, dal 1987 al 1998, membro del Comitato Scientifico del Catalogo Mondadori dell’arte moderna, di cui è rimasto consulente sin dal 1991. Ha curato diverse edizioni del Premio Termoli e il volume “Il mondo delle torri”, insieme a Paolo Portoghesi, Domenico Farina e Gillo Dorfles. I suoi scritti sono apparsi su testate quali “Il Sole 24 Ore”, “Il Denaro”, il “Giornale di Sicilia”, la “Gazzetta del Sud”, “Le ragioni critiche”, “Orpheus”, “Colophon” e la “Rivista di studi crociani”.

Parallelamente alla ricerca, ha costruito un lungo percorso didattico come docente di Storia dell’Arte e del Costume nelle Accademie di Belle Arti di Catania, Reggio Calabria, Palermo, Brera, Napoli e Roma, oltre che come direttore del corso di laurea per Progettisti di Moda a Palermo e professore a contratto all’Università di Catania; attualmente insegna Linguistica dei Codici Inventivi al Pantheon Institute of Design & Technology, tra Roma, Milano e Hangzhou.

La sua attività curatoriale ha una dimensione autenticamente internazionale: ha partecipato a tre edizioni della Biennale di Venezia, nel 1993, nel 2005 e nel 2019, curando tra l’altro la mostra dedicata a Francis Bacon e le installazioni di Alessandro Mendini, ed è stato nominato Commissario Italiano alla Biennale Internazionale di Praga nel 2004. Ha curato esposizioni per il Museo di San Paolo del Brasile e per il Principato di Monaco, ed è stato incaricato dal governo della Repubblica di Armenia di organizzare grandi eventi internazionali, tra cui la retrospettiva dedicata a Minas Avetisyan. Più di recente, nel 2024, la Fondazione Kochar gli ha affidato la cura di esposizioni a Yerevan, Roma, Venezia e presso il Centro Pompidou di Parigi. Ha inoltre tenuto conferenze e presentato mostre in città come Madrid, Londra, Berlino, New York, San Paolo del Brasile, Mosca, Tunisi, Saragozza, Zurigo, Sofia, Tokyo, Shanghai e Pechino, portando la cultura artistica italiana in dialogo con contesti e pubblici assai diversi tra loro.

È membro del Comitato Scientifico della Fondazione Filiberto Menna di Salerno e della Fondazione Sant’Elia di Palermo, e dirige le attività espositive “UnumSignum” a Roma. Nel 2008 è stato componente della Commissione Stato-Regioni per le arti visive, per il Ministero della Cultura e la Regione Siciliana.

Tra i riconoscimenti ricevuti figurano il Premio Pirandello per la Cultura, nel 2009, e il Premio De Ferraris, nel 2023, anno in cui è entrato anche nel Comitato Scientifico dell’organizzazione non governativa “Visionando” della Repubblica Dominicana. Tiene inoltre rubriche su riviste internazionali come “Rislin” di Yerevan e su testate italiane come “BeeMagazine”, “6499 Milano”, “Crudelia” e “LamaroArte”.