La cerimonia finale del 3 ottobre

La cerimonia di svelatura delle sculture monumentali è stata un momento di grande emozione. Uno dopo l’altro, i sette scultori – presentati da Carmine Verduci, presidente della Pro Loco di Brancaleone – hanno scoperto le loro opere tra gli applausi di un pubblico numeroso e visibilmente commosso. Uno spettacolo nello spettacolo.

La mattinata si è conclusa con una serie di interventi nella sala conferenze dell’Hotel Altalia. Dopo l’ampia introduzione e i sentiti ringraziamenti di Francesco Antonio Amodei, fondatore di Palazzo Spinelli, hanno preso la parola, esprimendo il loro vivo apprezzamento, nell’ordine:

La consigliera regionale Daniela Iiriti, che ha sottolineato il valore culturale e identitario dell’iniziativa, evidenziando come simili progetti rappresentino un’occasione preziosa di crescita e di promozione per il territorio calabrese.

Il sindaco di Brancaleone Silvestro Garoffolo, il quale ha ribadito con orgoglio il sostegno dell’amministrazione comunale a un evento capace di coniugare arte, memoria e comunità, ringraziando gli organizzatori e tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione delle opere.

L’amministratrice dell’Altalia Anna Maria Romano, che ha accolto con entusiasmo gli ospiti nella struttura, esprimendo la propria soddisfazione per aver ospitato un momento così significativo e auspicando future collaborazioni.

Il capo ufficio stampa Mimmo Tuscano, che ha posto l’accento sull’importanza della comunicazione nel valorizzare simili iniziative, affinché il messaggio dell’arte possa raggiungere un pubblico sempre più ampio.

Il direttore artistico Francesco Gallo Mazzeo, che ha offerto una riflessione sul significato profondo delle sculture, illustrando il percorso creativo che ha guidato gli artisti e il dialogo instaurato tra le opere e il paesaggio circostante.

Il direttore tecnico Vighen Avetis, che ha raccontato con passione le sfide e le soddisfazioni legate alla realizzazione materiale delle sculture, sottolineando il lavoro di squadra e la cura dei dettagli che hanno reso possibile un risultato di così alto livello.

E infine il parroco della chiesa di SS. Maria Annunziata, don Ivan Iacopino, che ha concluso gli interventi con una riflessione spirituale, ricordando come l’arte possa essere veicolo di bellezza, di speranza e di comunione tra le persone.

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