Grazie all’abilità della ditta dei fratelli Benavoli di Brancaleone, i blocchi sono stati posti in posizione verticale, pronti per la nuova fase di prima rifinitura.
Dietro questa frase c’è un lavoro fatto di mani esperte e di radici locali. I fratelli Benavoli conoscono la pietra, la rispettano, sanno come maneggiarla senza forzarla. Non è solo tecnica: è cura artigiana, quella che nasce quando si lavora nel proprio territorio, per la propria gente.
Ora quei blocchi sono lì, in verticale, in attesa. È il momento che precede la prima rifinitura, quando la materia grezza comincia a lasciar intravedere la forma pensata. C’è qualcosa di sospeso e promettente in questa attesa.
E poi c’è Brancaleone, la comunità. La scultura che nascerà non apparterrà solo all’artista, ma a tutto un paese che la vedrà crescere e la riconoscerà come propria. Il lavoro dei Benavoli è anche un atto di cura verso il proprio luogo: non stanno solo sollevando pietre, stanno contribuendo a un pezzo di identità collettiva.
Alla fine, quei blocchi dritti e allineati sembrano quasi in ascolto. La prima rifinitura sarà il momento in cui la pietra comincerà a parlare. E dietro quella voce ci sarà anche la discreta abilità dei fratelli Benavoli.
